Adrianaaaaaa!
Succede che la sottoscritta sia parecchio affaccendata in quellimpresa titanica che è il recupero della forma e dellumore dopo il parto.
La sottoscritta compie uno sforzo immane per convincere se stessa che anche infagottata in una tuta Puma possiede leleganza di Jacqueline Kennedy;
che quella specie di brodaglia insapore che è il minestrone Pesoforma sia il meglio della novelle cousine e che le voci secondo le quali con due litri del suddetto minestrone nel serbatoio, una Lupo Wolkswagen abbia percorso la tratta Parigi-Nizza siano assolutamente false.
Ma, soprattutto, questa poveraccia sta compiendo uno sforzo sovrumano per credere a quellanima pia del marito che tutte le sante mattine è costretto a sostenere la seguente, estenuante conversazione:
Io: Ma tu mi vedi come prima?
Lui: No, più bella.
Io: Allora ho sbagliato domanda. Ma tu ci vedi come prima?
Insomma, per essere ancora più chiari, il punto è che in questo periodo la pace in famiglia si regge su un equilibrio molto fragile che consiste nel non dire né lasciare intuire nulla che possa urtare la mia sensibilità.
Mio marito mi dà ragione. Sempre.
Si attribuisce le responsabilità di tutto. Sempre.
Tanto per capirci, se spendo venti euro per un rossetto ed una volta a casa scopro che il colore non mi piace, lui afferma che mesi fa quelli della LOreal gli avevano chiesto una consulenza sulla tabella colori primavera 2005 e che ha sbagliato a sottovalutare limportanza della cosa.
La finzione reggerebbe splendidamente. Giuro.
Ma poi arriva la tizia della Tim.
Quella mora, pelle ambrata, occhi verdi, magra, alta, procace, bocca carnosa , denti bianchi, giovanissima, brasiliana, strapagata, fidanzata con il principe del Lichtenstein che deve baciare per contratto quel ragazzetto discreto di nome Diego.
Insomma, quella della serie: quando il destino si accanisce. E anzi, colgo loccasione per sottolineare il fatto scandaloso che nessuno si sia ancora deciso ad istituire una fondazione che offra un aiuto concreto per questa ragazza che con i clochards francesi e gli orfani rumeni vive una tra le più grandi tragedie sommerse dei nostri tristi tempi. Quella di coloro dei quali la società neanche si accorge: gli invisibili. E non parlo dei suoi perizomi.
Ecco. Mio marito mi recita magnificamente la parte di quello vedo-solo-te-le-altre-mi-rimbalzano e io fingo magnificamente di essermi calata nel ruolo di quella lamore-lha-rincoglionito-non-sè-accorto-che-ho-ancora-sette-otto-chili-da-smaltire e allimprovviso arriva lei.
La signorina quattro paperelle , quattro stelline, quattro gattini che innesca allistante unaltra catena, analoga: quella dei quattro imbecille che dico a mio marito ogni qual volta lo becco a fissare la tizia con linconfondibile sguardo del pastorello di fronte alla Madonna di Fatima.
Quella dei quattro-cento euro in creme snellenti che vado a spendere in profumeria dopo che la signorina mè apparsa seminuda urtandomi a tal punto da far detestare perfino a me, animalista convinta, quel rognoso gattino roscio malpelo.
Quella dei quattro isolati che mi faccio a piedi per smaltire il bicchiere dacqua Rocchetta bevuto fuori pasto che tra l'altro, piccola parentesi, se è vero che camminare brucia i grassi io devo avere il metabolismo ignifugo.
Quella di quei quattro idioti dei pubblicitari che per reclamizzare queste cacchio di tariffe a scatto mettono una che qualsiasi donna si augura finisca in unaltra cosa sempre a scatto, ovvero in una di quelle belle trappole per topi che ce la tengano lontana per un po. Oh.
E per finire, quella dei quattro completini Victorias Secret che mi deciderei a comprare online sul fantastico sito americano al fine di risollevare alla grande morale, autostima e tette perché, lo dicono loro, sono pensati "per donne di tutte le taglie"
Solo che, chissà comè, fanno indossare tutto il campionario ad una testimonial deccezione, una donna appunto di tutte le taglie. Quelle comprese tra la trentotto e la quaranta: Adriana Lima. Ancora lei.
E allora vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo.
Quattro volte.
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