Basta con le calunnie
Gira da tempo una voce falsa e infamante che mi indigna particolarmente, tanto più che si tratta di una vile maldicenza che va a colpire un individuo dotato di candore, ritrosia, modestia e, soprattutto, di una simpatia innata e travolgente. Sto ovviamente parlando di Pierluigi Diaco.Passino le voci sulla presunta omosessualità del principe Carlo, passino le chiacchiere su Tony Renis e le sue losche amicizie, passi pure la clamorosa calunnia che Massimo Giletti è un brillante presentatore, ma che si dica che Pierluigi Diaco sia un egocentrico, un ruffiano ed un adulatore dei potenti è veramente un fatto intollerabile. Di questo passo si finirà per affermare impunemente che Emilio Fede è schierato e che Tony Santagata si tinge i capelli.So perfettamente che Pierluigi Diaco non apprezzerà questa mia crociata personale in sua difesa poiché, come ben tutti sanno, è individuo che non ama far parlare di sé se non in casi eccezionali quali un suo ambo nella tombolata della parrocchia , una piorrea del suo cane o la fine della sua scorta di brillantante per lavastoviglie, ma non è proprio più possibile tacere.Tutta la vita di Pierluigi Diaco, dal giorno della sua nascita ad oggi, è la dimostrazione tangibile che le parole convenienza, adulazione ed egocentrismo sono distanti anni luce dalla sua reale essenza. Se non ci credete, vado a snocciolarvi qualche breve ma illuminante cenno biografico su questo adorabile ragazzo.Pierluigi Diaco nasce poco più di ventanni fa, ma prima di venire alla luce chiede delle precise garanzie: la prima è che il suo non venga chiamato cordone ma nastro ombelicale e che a tagliarlo intervenga il sindaco in persona, la seconda è che allo schiaffo dellostetrica lui possa reagire con un sonoro ceffone e che a sedare la lite intervenga Giuliano Ferrara, la terza è che venga dimesso subito dopo il parto perché in serata deve andare ad una festa a casa di Irene Ghergo.Prima di lasciare lospedale il nostro enfant prodige si impadronisce dei quindici mazzi di rose ricevuti dalla madre ancora provata dal parto e li invia al Ministro della sanità con i suoi personali ringraziamenti, ruba il ficus della vicina di stanza reduce da unoperazione alla colecisti e lo spedisce al Ministro della Famiglia con i suoi personali ringraziamenti, irrompe nella nursery e dichiara pubblicamente : Voi poppate pure tranquilli che ci penserò io a fare da portavoce a voi giovani!, affermazione che provocherà sei rigurgiti di latte, quattro crisi respiratorie , due casi di autismo e la crepatura di tutte le incubatrici.A scuola Pierluigi sarà un ragazzo semplice e disinteressato, seppure con strane abitudini quali quella di dividere la merenda con la maestra e di incollare sul diario le foto del preside con la scritta the best. Prenderà la laurea col massimo dei voti con una tesi dal titolo Il Magnifico rettore ed i magnifici docenti con cui oggi discuto questa tesi di laurea che è ben piccola cosa di fronte alla magnificenza di queste mirabili figure di intellettuali del nostro tempo.Negli anni successivi , lumile ma eclettico Diaco presterà il suo talento alla televisione, alla radio, al giornalismo e, soprattutto, diventerà un fondamentale intermediario tra i giovani e la politica italiana , fatto che spiega inequivocabilmente il perché i giovani doggi si mostrino più interessati ai membri del parlamento islandese e alla proposta di legge sulla caccia alle balene nel Mare Glaciale Artico, piuttosto che a Maurizio Gasparri . Perdonate questa appassionata e commossa "apologia del Diaco", ma essendomi trovata di recente a fianco a lui in un salotto televisivo ed avendolo sentito con le mie orecchie approfittare del microfono per tessere le lodi della Rai tutta, addetti alla mensa e cavallo di Viale Mazzini compresi, e per chiedere informazioni alla contessa Patrizia De Blanck su una sua esclusiva ed imminente festa nella capitale, non potevo proprio non premiare il coraggio verbale del temerario Diaco.
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