Sull'aereo
Cinque cose che non sopporto dellaereo:
1) Il clima di diffidenza che si è creato dopo i fatti dellundici settembre.
La settimana scorsa, allaeroporto di Fiumicino, un tizio scuro di pelle e dal dialetto marcatamente aspirato conversava animatamente con un amico. Una signora di una certa età che aveva seguito parte del discorso è andata allarmata dalla sicurezza aeroportuale affermando di aver sentito nitidamente il tizio fare le seguenti affermazioni: La soluzione più rapida è dare un taglio netto alla testa e buttarla via! e anche Una volta imparato a farlo con uno vedrai che farlo con gli altri diventerà una passeggiata.
Dopo otto ore di interrogatorio si è chiarito che i due mori dallaccento aspirato non erano due arabi che dialogavano sulle possibili tecniche di decapitazione bensì due contadini calabresi che discutevano sulle possibili tecniche di preparazione delle melanzane sottolio.
2) La rivista Ulisse . Già il fatto che la rivista ufficiale dellAlitalia , ovvero della compagnia aerea nazionale che dovrebbe garantire spostamenti rapidi abbia il nome di un tizio che per tornare a casa ci ha impiegato 20 anni la dice lunga. Ma il fatto che mi urta di più è che uno salga sullaereo provando lebbrezza di poter raggiungere qualsiasi meta e loro dedichino servizi di novanta pagine a località turistiche in cui lunico aereo mai atterrato è stato un caccia americano in avaria durante la seconda guerra mondiale. Provate a salire su un aereo Alitalia: lultimo numero di Ulisse è dedicato alle bellezze del chietino e allIsola DElba raccontata da quel moderno Crousue che è
Gaspare Barbiellini Amidei.
3) I discorsi in interfono degli assistenti di volo. Per carità, nessuno pretende che a fare gli annunci ci sia Arnoldo Foà in divisa da hostess, ma puntualmente, dopo aver sentito parlare coloro che dovrebbero tutelare la nostra sicurezza a bordo, il cinquanta per cento dei passeggeri chiama a casa illustrando al figlio maggiore le ultime disposizioni.
Intanto, non si sa bene per quale ragione, lassistente di volo tipo, dà il benvenuto in italiano fluido e spedito , ma dopo cinque, massimo dieci secondi, inizia ad interrompersi bruscamente e a fare delle pause interminabili durante le quali la metà dei passeggeri ipotizza che abbia avuto un malore e laltra metà che Celentano si sia messo a fare il capo-steward.
Generalmente poi, nellinformare i passeggeri sullipotetico orario darrivo, lassistente di volo entra nel panico più totale. La prassi è sempre ed immancabilmente la seguente: lo si sente confabulare con una hostess. La hostess si consulta col comandante. Ne consegue un acceso dibattito che va avanti anche venti minuti ed alla fine lo steward, alle ore 13,00 prevede larrivo alle ore 12, 50, insinuando nei passeggeri il dubbio di essere saliti a bordo non di un aereo di linea ma della macchina del tempo.
4) Il passeggero terrorizzato . Lo si riconosce facilmente perché è colui che spaccia un cirro per un residuo nuvoloso delluragano Gilbert, un colpo di tosse del vicino per una grave avaria al motore destro ed una rondine in prossimità dellala per un concorde in rotta di collisione.
5) I filmati stranieri di candid camera che vengono trasmessi sui mini-schermi durante il viaggio.
Encomiabile il tentativo di portare il buonumore tra i passeggeri che magari hanno paura dellaereo, ma vorrei informare lAlitalia che lo scherzo della moneta incollata allasfalto con lAttack lo trasmettevano già sulle bighe per far divertire gli antichi romani sulla tratta Roma Ostia.
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